Pagine al Vetriolo Mi scappa di scrivere!

19Giu/080

Regole

No Gravatar

425-i-10-comandamenti.jpgQualunque società, gruppo, organizzazione necessita di regole per poter sopravvivere, per mantenere l'equilibrio, per assicurare a ciascun componente parità di trattamento.
Le regole sono compromessi mutalmente accettati da tutti gli individui i quali si impegnano a rispettarle e, naturalmente, a farle rispettare.
Solo quando ciò avviene si può parlare di integrazione, tolleranza, democrazia, parità di diritti e doveri.
Le leggi sono regole, i comandamenti sono regole: la semplice appartenenza ad un gruppo comporta delle regole, scritte o meno.
Questa è una società funzionante.
Una società come la nostra, in cui vi sono gruppi di privilegiati, non necessariamente politici, in cui chi dovrebbe far rispettare le regole è il primo a contravvenirle, ad aggiustarle a proprio piacimento, è una società destinata al baratro, allo sfilacciamento sociale, alla soverchiazione del prossimo, alla cultura del "metterlo nel culo agli altri prima che lo mettano nel mio".
Vi sembra strano che il neo ministro Brunetta proponga maggiori controlli sui dipendenti pubblici quando il suo capo di coalizione propone l'impunità per le più alte cariche dello Stato?
A me no. A me no, perchè mi basta scendere per strada per capire che il nostro non è un problema legislativo ma culturale.
In un paese in cui la precedenza, per strada, la prende chi si butta per prima nell'incrocio, in cui le Forze dell'Ordine accendono le sirene in prossimità dei semafori rossi in barba alle code di automobilisti smadonnanti, in cui i "Vietato Fumare" sono una sfida all'occultamento, una proposta del genere non stupisce affatto.
Le regole ci sono, è la cultura delle regole che manca. Evitiamo di lamentarci dei nostri governanti perchè rappresentano benissimo il nostro peggiore difetto.

30Gen/080

“Giustizia è fatta”

No Gravatar

Con queste parole, un raggiante Silvio Berlusconi festeggia l'assoluzione per il processo SME con motivazione "I fatti non sono più previsti dalla legge come reato". Il che, agli occhi di quei maledetti comunisti, come da definizione riservata a chi non è d'accordo con il Cavaliere significa "è colpevole, ma purtroppo il reato non è più considerato penalmente rilevante".
La legge non cambia così, al mutar del vento, ma passa per complicati passaggi parlamentari e questo in particolare, ovvero la depenalizzazione del falso in bilancio ha un nome preciso, legge 366 del 5 ottobre 2001, ovvero in pieno Governo Berlusconi. Strano, quantomeno, vi pare?
Supponete di uccidere qualcuno e supponete di avere un santo in Paradiso, o anche un semplice amico, conoscente, parente seduto sui seggi al Parlamento italiano. Il vostro santo in Paradiso fa passare una legge che elimina l'omicidio dalla lista dei reati penalmente perseguibili.
Verrete assolti, perchè il fatto non è più previsto dalla legge come reato, ma... avete comunque ucciso una persona.
Vetriolo comunista? Se comunista vuol dire "in grado di ragionare", allora sì, sono comunista. E non mi dispiace nemmeno.

12Lug/050

Il buongiorno si vede dal mattino

No Gravatar

La saggezza popolare recita così, lasciandosi andare all'ottimismo che, se non ostentato a tutti i costi, ogni tanto fa anche bene. Nel mio piccolo mi sono permesso di rielabolarlo durante le mie sedute meditative sul Trono del Flusso Psichico... la tazza del cesso per i profani 😀

6Lug/050

La teoria dei contrasti

No Gravatar

Che fossi in qualche modo "strano" lo sapevo già. Ma mi sento "normale", anzi senza piombo, così non inquino neanche.
Abbastanza recentemente, diciamo in occasione dei mutamenti caratteriali occorsi nell'ultimo anno e mezzo circa, ho scoperto di essere particolarmente attratto in qulunque campo dai contrasti.