Pagine al Vetriolo Mi scappa di scrivere!

10Lug/080

“… si tratterà semplicemente di un contatto…”

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Qualche settimana fa è arrivata la segnalazione di un cliente di Bergamo, a cui noi a Torino forniamo assistenza, la quale ci invitava a verificare la rumorosità e il blocco della fotocopiatrice. Io, che faccio questo lavoro soltanto da qualche mese divertendomi anche un bel pò, ho intuito subito che poteva trattarsi degli ingranaggi nel gruppo fusore.
Arrivo dal cliente, apro il fusore e... tombola, tutti e 3 gli ingranaggi erano spezzati: glieli sostituisco, collaudo la fotocopiatrice e riprendo il giro delle chiamate tutto contento, come capita quando riesco a risolvere un problema.

19Giu/080

Regole

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425-i-10-comandamenti.jpgQualunque società, gruppo, organizzazione necessita di regole per poter sopravvivere, per mantenere l'equilibrio, per assicurare a ciascun componente parità di trattamento.
Le regole sono compromessi mutalmente accettati da tutti gli individui i quali si impegnano a rispettarle e, naturalmente, a farle rispettare.
Solo quando ciò avviene si può parlare di integrazione, tolleranza, democrazia, parità di diritti e doveri.
Le leggi sono regole, i comandamenti sono regole: la semplice appartenenza ad un gruppo comporta delle regole, scritte o meno.
Questa è una società funzionante.
Una società come la nostra, in cui vi sono gruppi di privilegiati, non necessariamente politici, in cui chi dovrebbe far rispettare le regole è il primo a contravvenirle, ad aggiustarle a proprio piacimento, è una società destinata al baratro, allo sfilacciamento sociale, alla soverchiazione del prossimo, alla cultura del "metterlo nel culo agli altri prima che lo mettano nel mio".
Vi sembra strano che il neo ministro Brunetta proponga maggiori controlli sui dipendenti pubblici quando il suo capo di coalizione propone l'impunità per le più alte cariche dello Stato?
A me no. A me no, perchè mi basta scendere per strada per capire che il nostro non è un problema legislativo ma culturale.
In un paese in cui la precedenza, per strada, la prende chi si butta per prima nell'incrocio, in cui le Forze dell'Ordine accendono le sirene in prossimità dei semafori rossi in barba alle code di automobilisti smadonnanti, in cui i "Vietato Fumare" sono una sfida all'occultamento, una proposta del genere non stupisce affatto.
Le regole ci sono, è la cultura delle regole che manca. Evitiamo di lamentarci dei nostri governanti perchè rappresentano benissimo il nostro peggiore difetto.

9Feb/080

Problemi inutili

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Fin da quando, tutti, abbiamo messo fuori dall'utero materno la nostra testa ci siamo trovati a dover affrontere dei problemi, compiere delle scelte, prendere delle decisioni. Fino ad un certo punto sembrava tutto facile: si piangeva e mamma o papà correvano a toglierci i pannolini pieni di cacca o di pipì, ci davano da mangiare, assecondavano per quanto possibile anche i minimi capricci. Poi si cresce e di pari passo crescono i problemi. Bisogna imparare a camminare e quindi a cadere, non c'è più nessuno che ci prende quella scatola di biscotti troppo in alto e così tocca prendere la sedia, arrampicarcisi e prendesela.
La prima volta che sentiamo davvero la parola "problema" è a scuola: "La mamma è andata al mercato a comprare 3 chili di mele, 2 di arance e 4 di fragole: quanti chili di frutta ha comprato la mamma?"... Quante volte abbiamo scritto e risolto problemi simili? Quante volte la mamma è tornata a casa con 9 chili di frutta? Tante, vero? Almeno sul quaderno a quadretti, da grandi avremmo concluso che senza automobile, la mamma avrebbe comprato molta meno frutta perchè non avrebbe saputo come portarsi a casa un simile peso :mrgreen:
Ma questo è, appunto, un problema inutile, ovvero una complicazione ipotetica, una condizione possibile.
Il nostro cervello è efficientissimo a risolvere problemi, è una macchina da calcolo mostruosa. E' talmente efficiente che, quando non ha un problema tangibile, se li crea da solo, anzi ce li crea. Quanto ha speso la mamma del problema ortofrutticolo di scuola elementare? Non sapete rispondere vero? Manca qualche dato, tipo il prezzo di ogni frutto.
Un problema inutile è proprio questo, ovvero cercare di rispondere a domande mai fatte, trovare soluzioni a problemi inesistenti se non fra le nostre iperattive connessioni sinaptiche.
Un problema inutile, semplicemente, NON ESISTE, quindi non può avere soluzione.

24Giu/050

VAFFANCULO!

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Vaffanculo, vaffanculo e vaffanculo!
Venerdì 24 Giugno, San Giovanni, patrono di Torino.
E va bene, niente di strano.
Ma dovermi alzare, attraversare la città semideserta, sotto il caldo cocente per un COGLIONE che non sa come utilizzare Excel mi manda in bestia. Specie quando scopri che mentre stai bestemmiando per problemi INESISTENTI, lui è in Croazia con le chiappe al sole.
E vaffanculo dai.