Pagine al Vetriolo Mi scappa di scrivere!

29Set/080

…e poi ci troveremo col notebook, ognuno a chattare su Facebook…

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Dovete scusarmi: mi piacciono le rime, anche se sono idiote. Però almeno apprezzate il fatto che, nonostante la scarsa padronanza dell'idioma, sia riuscito a rispettare la metrica.
Divagazioni lessicali a parte, devo assolutamente raccontarvi quanto accaduto venerdì sera, per caso.
Ignoro quale sia il vostro rapporto con internet, il mio è pessimo, eppure quando sono alla ricerca di un'informazione, è proprio la rete il mezzo più rapido, più completo e che, grazie alla sua interoperabilità, permette anche di incrociare più facilmente le informazioni raccolte.
A quanti verrebbe in mente di cercare una persona su internet? A me, sinceramente, non era mai passato nemmeno per l'anticamera del cervello l'associazione informazione = persona, eppure ogni persona è una miniera infinita di informazioni.
Veniamo al nocciolo della questione, o mi perdo in preamboli...
Venerdì sera, dicevo, ci siamo ritrovati a casa di un collega nonchè carissimo amico per scrollarci un pò di dosso la stanchezza del weekend. Non ricordo il motivo preciso, fatto sta che ad un certo punto la sua ragazza tira fuori "Facebook". Rapida ricerca su Google, ed ecco qua... "An online directory that connects people through social networks at colleges"... traduco alla bell'e meglio "un contenitore in linea che collega le persone attraverso le reti sociali ai college"... o "scuole superiori", se vogliamo restare nell'italico stivale... Cioè... posso cercare i miei ex compagni di classe?
Proviamo... un cognome... un nome... compaiono i primi volti... "Noooooo! Ma guarda chi c'è!!!!"
... compaiono i primi ricordi... e poi altri nomi, altri cognomi, altri ricordi, sempre più giù a rivangare ricordi sepolti chissà dove nelle profondità delle nostre menti.
Ogni volto, ogni nome, ogni ricordo, come pezzi di un puzzle, andavano ad incastrarsi uno con l'altro, ogni pezzo un'emozione, trovandosi a commentare il tempo trascorso sulle espressioni altrui ignorando quasi che quello stesso tempo è passato anche sulla nostra pelle.
Ho ritrovato molti dei miei ex compagni di classe in pochi minuti, dopo 11 anni durante i quali, per motivi diversi e sicuramente tutti validi, ci eravamo completamente persi di vista!

Nel frattempo è tornata a farsi viva Irene e sono tornati i vicini rumeni spariti ad agosto.
A volte ritornano... che poi era il titolo di riserva per questo post, però non faceva rima e l'ho scartato.

4Ago/080

Irene è andata via

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Luglio si è portato via Irene. L'avevo conosciuta a gennaio, quando ha sostituito la precedente cameriera nel ristorante che spesso frequento durante la pausa pranzo. Era un piacere guardarla: minuta, coi capelli nerissimi appena sopra le spalle, gli occhi azzurri e limpidi come il cielo, correva da una parte all'altra della sala senza avere mai le mani vuote e senza dimenticarsi nè un'ordinazione nè un cliente.
E' proprio bella Irene, talmente bella che un giorno, spezzando un pò il suo ritmo, ha trovato il tempo di scambiare quattro chiacchiere con me. Non è passato molto finchè al termine del pasto, quando Irene passava a chiedere "Posso fare qualcos'altro per te?", le risposi "Sì, un caffè e accettare un invito a cena". Imbarazzatissima, mi rispose "Mi spiace... sono già impegnata". Deluso, ma ormai drammaticamente assuefatto ad assorbire colpi, ribattei "Pazienza... solo il caffè allora".
E' stato l'inizio di una bella confidenza, quasi mi dispiaceva interrompere o disturbare il suo vorticoso rimbalzare da un tavolo all'altro, eppure lei sfruttava ogni istante di pausa per scambiare qualche parola, lasciarsi scappare qualche confessione, oppure semplicemente sfogarsi per qualcosa che la turbava... Ero diventato bravissimo a capire quando "non era giornata", anche se Irene si sforzava di sorridere.
Terminato luglio, è terminato anche il contratto di affitto della sua casa a Torino, e così Irene, che studia e lavora per mantenersi, ha dovuto tornare a casa dai suoi, lasciandomi il suo numero di telefono e poche speranze di rivederla. E' sempre così: non faccio in tempo ad affezionarmi a qualcuno che qualche evento esterno me lo porta via. Mi resta solo la sua voce, come tante voci che almeno per un pò hanno avuto anche una forma.

17Lug/080

4 chiacchiere in padella

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Mi piace scrivere. Mi piace parlare. Ma mi piace anche leggere e ascoltare.
Insomma, adoro comunicare e porto avanti questa passione con tutti i mezzi a disposizione: questo blog, al telefono, via mail, tramite instant messenger ma soprattutto dal vivo, abitudine sempre meno praticata tanto dagli adolescenti quanto dagli adulti "comunicativamente maleducati", che si rifugiano in surrogati virtuali poco soddisfacenti e poco impegnativi.

12Lug/080

Pout-pourri di pensieri tagliati fini

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Volevo parlarvi dei pompini, veri o presunti, di una certa ministra a un certo presidente del consiglio, ma poi mi sono ricordato che "Biancaneve sotto i Nani" l'hanno già fatto ed era sicuramente più interessante.
Volevo parlarvi di cosa penso di quelle che, giunto il periodo estivo, mettono il tanga nero sotto i pantaloni di lino, ma poi ho pensato che ciascuna mette davanti alla sua passera quello che vuole e che comunque nessuno mi vieta di pensare che magari serve a queste puttanelle di periferia a ricordarsi di averle messe, per una volta, le mutande.
Volevo ragionare un pò con voi su quali possono essere le motivazioni che spingono una ragazza in vacanza a fidarsi troppo di uno conosciuto per caso, finendo, purtroppo, uccisa quando magari a casa sua, nel suo paese, prima di fare una stupidaggine simile, ci avrebbe pensato almeno 3 volte.
Volevo raccontavi cosa penso di tutti questi ultras che seguono la destra, la sinistra o Beppe Grillo, come fossero squadre di calcio, senza un minimo di spirito critico, poco avvezzi al dialogo e molto alla rissa.
Volevo scrivere un sacco di cose, ma poi alla fine ne avrei guadagnato qualcosa? Mi sarei arricchito in qualche maniera scrivendone? Mi sarebbero solo girati i marroni, e per carità un pò di refrigerio con queste temperature non guasta. Eppure ho deciso di non raccontarvi niente, nemmeno dei miei scazzi, perchè non vi è nulla di originale, se non, forse, il modo in cui ve lo racconto.
Mi piacerebbe ricevere una telefonata, come quella di ieri, così tanto per scambiare due chiacchiere come mi capita da qualche mese con Irene, la cameriera del ristorante in cui passo la pausa pranzo, solo così per non perdere l'abitudine al dialogo, alla comunicazione fatta di parole, emozioni, gesti, sottintesi, sguardi. Avevo solo bisogno di comunicare, ecco tutto.