Pagine al Vetriolo Mi scappa di scrivere!

1Dic/090

Niente fumo, niente arrosto

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Il fumo uccide.
Il fumo provoca malattie cardiovascolari.
Il fumo invecchia la pelle.
Questo sono parte delle già discutibili verità che da qualche anno a questa parte accompagnano i tabagisti con il loro insalubre vizio. Da quando il Senatore leghista Piergiorgio Stiffoni ha proposto in senato di modificare il Codice della Strada affinchè sia vietato fumare anche in auto, dopo il legittimo, parlo da fumatore, divieto nei locali pubblici, mi permetto di suggerirne altre verità, incontrovertibili.
I fumatori producono un introito annuo per lo Stato italiano di circa 8 MILIONI di euro, pari al 25% di una finanziaria.
I fumatori, aumentando l'incidenza di malattie cardiovascolari e respiratorie, diminuiscono gli oneri di assistenza medica per tali patologie che causano una forte diminuizione dell'aspettativa di vita media.
Forse sono troppo lunghe per i pacchetti delle sigarette, ma nessuno lo dice.
Con i miei 1300 euro l'anno spesi in sigarette non mi aspetto un grazie, un monumento nei giardini, o una dedica sulle ambulanze, ma vorrei anche non essere preso per il culo.
Uno degli articoli che ho letto al riguardo, contiene un concentrato di ipocrisia fuori dal comune, lo cito

A rafforzare l'opinione dei politici italiani è stato anche uno studio condotto dalla Società italia­na di tabaccologia per cui se per una telefonata ci vogliono 2 secondi di distrazione, per accendere una sigaretta ce ne vogliono ben 5. Troppi secondo i senatori, che adesso, dopo il voto della commissione e il dibattimento in Aula, dovranno inviare il testo alla Camera dei Deputati.

Può essere vero. Per scartare una caramella ci vogliono 10 secondi: vietiamo le caramelle in auto.
Per un' accurata rinopulizia (scaccolarsi) e relativo occultamento delle prove arriviamo a 30 secondi: siamo alle soglie dell'ergastolo.
Parliamo delle donne che si truccano in auto? Da farle inginocchiare davanti al cofano e sparar loro alla nuca!
Vogliamo aggiungerne un'altra di incontrovertibile verità?
Non paghiamo più l'ICI. Evviva, evviva, roba da vincerci le elezioni a mani basse.
Ma i soldi, perchè di questo parliamo, altro che filantropia o scosse salutistiche, nelle casse dei Comuni da qualche parte devono entrare. Gli autovelox anche alle uscite dei parcheggi non bastano più e quindi ecco qui che una sigaretta alla guida vale 250 euro di multa e 5 punti in meno sulla patente.
E dopo tutti questi regali dei fumatori, nemmeno un funerale di Stato quando tirano le cuoia, nemmeno fossero dei lebbrosi della peggior specie.
Se vi anticipo 2500 euro, l'equivalente di 10 multe, una per sigaretta, vi levate dai coglioni del Senato Italiano con queste stronzate? Se la risposta è SI, vado subito a preparare l'assegno.

2Ago/080

Thank you for smoking (Grazie per fumare)

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locandina.jpg"Thank you for smoking" è una commedia nera del 2005 in cui il giovane regista Jason Reitman, figlio del celebre Ivan, mette in ridicolo le convinzioni proibizioniste americane e i meccanismi nascosti delle industrie con il piacevole e divertente cinismo di Nick Taylor, portavoce della Big Tobacco.

Yesmoke è un'azienda nata nel 1999 come distributore online delle maggiori case produttrici di tabacco, una sorta "di Napster delle sigarette" come si definiscono fra le pagine del proprio sito che ora, dopo le controversie giudiziarie con Philip Morris, propone i propri prodotti senza additivi chimici nello stabilimento di Settimo Torinese.

Cosa unisce il personaggio di un film e una azienda produttrice di tabacco?
La filosofia di fondo, che cito dalle stesse pagine del sito:

Una societa' sana non e' il risultato di una serie ignobile di stupidi divieti, ma e' il risultato di un profondo processo di formazione degli individui che, in piena liberta' , nel rispetto dei propri diritti, devono avere tutti gli strumenti per scegliere quel che e' meglio per la propria vita

Fumare fa male, non è un mistero o un'invenzione pubblicitaria, così come approvo il divieto nei locali pubblici, ove il piacere di uno non può andare a scapito della salute di altri, ma è esattamente nella libertà di scelta di ciascun individuo che si misura il tasso di democrazia e indipendenza di una nazione.
I divieti sono il miglior incentivo a fare qualcosa.

19Giu/080

Regole

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425-i-10-comandamenti.jpgQualunque società, gruppo, organizzazione necessita di regole per poter sopravvivere, per mantenere l'equilibrio, per assicurare a ciascun componente parità di trattamento.
Le regole sono compromessi mutalmente accettati da tutti gli individui i quali si impegnano a rispettarle e, naturalmente, a farle rispettare.
Solo quando ciò avviene si può parlare di integrazione, tolleranza, democrazia, parità di diritti e doveri.
Le leggi sono regole, i comandamenti sono regole: la semplice appartenenza ad un gruppo comporta delle regole, scritte o meno.
Questa è una società funzionante.
Una società come la nostra, in cui vi sono gruppi di privilegiati, non necessariamente politici, in cui chi dovrebbe far rispettare le regole è il primo a contravvenirle, ad aggiustarle a proprio piacimento, è una società destinata al baratro, allo sfilacciamento sociale, alla soverchiazione del prossimo, alla cultura del "metterlo nel culo agli altri prima che lo mettano nel mio".
Vi sembra strano che il neo ministro Brunetta proponga maggiori controlli sui dipendenti pubblici quando il suo capo di coalizione propone l'impunità per le più alte cariche dello Stato?
A me no. A me no, perchè mi basta scendere per strada per capire che il nostro non è un problema legislativo ma culturale.
In un paese in cui la precedenza, per strada, la prende chi si butta per prima nell'incrocio, in cui le Forze dell'Ordine accendono le sirene in prossimità dei semafori rossi in barba alle code di automobilisti smadonnanti, in cui i "Vietato Fumare" sono una sfida all'occultamento, una proposta del genere non stupisce affatto.
Le regole ci sono, è la cultura delle regole che manca. Evitiamo di lamentarci dei nostri governanti perchè rappresentano benissimo il nostro peggiore difetto.

12Lug/050

Il buongiorno si vede dal mattino

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La saggezza popolare recita così, lasciandosi andare all'ottimismo che, se non ostentato a tutti i costi, ogni tanto fa anche bene. Nel mio piccolo mi sono permesso di rielabolarlo durante le mie sedute meditative sul Trono del Flusso Psichico... la tazza del cesso per i profani 😀