Pagine al Vetriolo Mi scappa di scrivere!

2Ago/080

Thank you for smoking (Grazie per fumare)

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locandina.jpg"Thank you for smoking" è una commedia nera del 2005 in cui il giovane regista Jason Reitman, figlio del celebre Ivan, mette in ridicolo le convinzioni proibizioniste americane e i meccanismi nascosti delle industrie con il piacevole e divertente cinismo di Nick Taylor, portavoce della Big Tobacco.

Yesmoke è un'azienda nata nel 1999 come distributore online delle maggiori case produttrici di tabacco, una sorta "di Napster delle sigarette" come si definiscono fra le pagine del proprio sito che ora, dopo le controversie giudiziarie con Philip Morris, propone i propri prodotti senza additivi chimici nello stabilimento di Settimo Torinese.

Cosa unisce il personaggio di un film e una azienda produttrice di tabacco?
La filosofia di fondo, che cito dalle stesse pagine del sito:

Una societa' sana non e' il risultato di una serie ignobile di stupidi divieti, ma e' il risultato di un profondo processo di formazione degli individui che, in piena liberta' , nel rispetto dei propri diritti, devono avere tutti gli strumenti per scegliere quel che e' meglio per la propria vita

Fumare fa male, non è un mistero o un'invenzione pubblicitaria, così come approvo il divieto nei locali pubblici, ove il piacere di uno non può andare a scapito della salute di altri, ma è esattamente nella libertà di scelta di ciascun individuo che si misura il tasso di democrazia e indipendenza di una nazione.
I divieti sono il miglior incentivo a fare qualcosa.

19Giu/080

Regole

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425-i-10-comandamenti.jpgQualunque società, gruppo, organizzazione necessita di regole per poter sopravvivere, per mantenere l'equilibrio, per assicurare a ciascun componente parità di trattamento.
Le regole sono compromessi mutalmente accettati da tutti gli individui i quali si impegnano a rispettarle e, naturalmente, a farle rispettare.
Solo quando ciò avviene si può parlare di integrazione, tolleranza, democrazia, parità di diritti e doveri.
Le leggi sono regole, i comandamenti sono regole: la semplice appartenenza ad un gruppo comporta delle regole, scritte o meno.
Questa è una società funzionante.
Una società come la nostra, in cui vi sono gruppi di privilegiati, non necessariamente politici, in cui chi dovrebbe far rispettare le regole è il primo a contravvenirle, ad aggiustarle a proprio piacimento, è una società destinata al baratro, allo sfilacciamento sociale, alla soverchiazione del prossimo, alla cultura del "metterlo nel culo agli altri prima che lo mettano nel mio".
Vi sembra strano che il neo ministro Brunetta proponga maggiori controlli sui dipendenti pubblici quando il suo capo di coalizione propone l'impunità per le più alte cariche dello Stato?
A me no. A me no, perchè mi basta scendere per strada per capire che il nostro non è un problema legislativo ma culturale.
In un paese in cui la precedenza, per strada, la prende chi si butta per prima nell'incrocio, in cui le Forze dell'Ordine accendono le sirene in prossimità dei semafori rossi in barba alle code di automobilisti smadonnanti, in cui i "Vietato Fumare" sono una sfida all'occultamento, una proposta del genere non stupisce affatto.
Le regole ci sono, è la cultura delle regole che manca. Evitiamo di lamentarci dei nostri governanti perchè rappresentano benissimo il nostro peggiore difetto.