Pagine al Vetriolo Mi scappa di scrivere!

12Lug/080

Pout-pourri di pensieri tagliati fini

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Volevo parlarvi dei pompini, veri o presunti, di una certa ministra a un certo presidente del consiglio, ma poi mi sono ricordato che "Biancaneve sotto i Nani" l'hanno già fatto ed era sicuramente più interessante.
Volevo parlarvi di cosa penso di quelle che, giunto il periodo estivo, mettono il tanga nero sotto i pantaloni di lino, ma poi ho pensato che ciascuna mette davanti alla sua passera quello che vuole e che comunque nessuno mi vieta di pensare che magari serve a queste puttanelle di periferia a ricordarsi di averle messe, per una volta, le mutande.
Volevo ragionare un pò con voi su quali possono essere le motivazioni che spingono una ragazza in vacanza a fidarsi troppo di uno conosciuto per caso, finendo, purtroppo, uccisa quando magari a casa sua, nel suo paese, prima di fare una stupidaggine simile, ci avrebbe pensato almeno 3 volte.
Volevo raccontavi cosa penso di tutti questi ultras che seguono la destra, la sinistra o Beppe Grillo, come fossero squadre di calcio, senza un minimo di spirito critico, poco avvezzi al dialogo e molto alla rissa.
Volevo scrivere un sacco di cose, ma poi alla fine ne avrei guadagnato qualcosa? Mi sarei arricchito in qualche maniera scrivendone? Mi sarebbero solo girati i marroni, e per carità un pò di refrigerio con queste temperature non guasta. Eppure ho deciso di non raccontarvi niente, nemmeno dei miei scazzi, perchè non vi è nulla di originale, se non, forse, il modo in cui ve lo racconto.
Mi piacerebbe ricevere una telefonata, come quella di ieri, così tanto per scambiare due chiacchiere come mi capita da qualche mese con Irene, la cameriera del ristorante in cui passo la pausa pranzo, solo così per non perdere l'abitudine al dialogo, alla comunicazione fatta di parole, emozioni, gesti, sottintesi, sguardi. Avevo solo bisogno di comunicare, ecco tutto.

17Gen/080

TecnoFollia

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Attorno al termine "tecnologia" si radunano fenomeni piuttosto singolari, talvolta discordanti.
C'è chi vede nella tecnologia la nuova linea di confine tra gli ignoranti e i sapienti, c'è chi attribuisce a chi detiene il sapere tecnologico un potere superiore (tecnocrazia), c'è chi la osteggia in un moderno luddismo, c'è chi la sopravvaluta quasi fosse una forza arcana.
La tecnologia è uno strumento, come un coltello: c'è chi ci taglia il pane a tavola, c'è chi ci accoltella il vicino di casa.
Il problema non è, insomma, lo strumento ma chi lo usa e come lo usa.