C’era due volte
Eh, sì, da venti minuti circa sono diventato maggiorenne per la seconda volta. E sì, è un modo come un altro per far finta di niente riguardo al fatto che i miei anni hanno la spaventosa cifra di 36... Spaventosa... Spaventosa per chi guarda l'orologio correre, secondo dopo secondo, minuto dopo minuto, giorno dopo giorno, e via così, per 36 anni e chissà quanti altri. Spaventosa per chi guarda con nostalgia, di chissà cosa poi, a una gioventù trascorsa, o forse solo seppellita dal peso di un'età che pretenderebbe qualcos'altro, altre responsabiltà, altri traguardi. Ci fregano sempre le aspettative, spesso degli altri: ricordo che da piccolo mi disegnavo medico, poi ridimensionai le mie aspettative a vigile del fuoco... Gli altri no, hanno sempre aspettative più grandi per noi. E per la cronaca, non sono diventato nè medico nè vigile del fuoco, deludendo le mie aspettative di infanzia e anche quelle degli altri, che poi comunque non mi hanno mai detto che caspita volessero da me. Almeno sono stato coerente! Forse ho sbagliato, forse ho deluso tutti, me compreso, ma escludo me compreso perchè almeno, se ho sbagliato, l'ho fatto con le mie scelte e se ho fatto qualcosa di giusto, merito che nessuno riconoscerà, l'ho fatto con la mia testa. Fabbrì, l'età avanza... Mettila in frigo, la mangio stasera!
Silvio non mangia il panettone
Ecco, l'inno italiano mi sembrava il modo migliore per festeggiare questa giornata di liberazione, si spera, da quasi 20 anni di appiattimento sulle questioni, vere o presunte, di un unico personaggio. Non ci sono più scuse, per nessuno, tanto per la maggioranza, ormai ex, sembra, quanto per l'opposizione. Non ho problemi ad ammettere che sono disposto ad accettare di arrivare alla fine della legislatura con la maggioranza delle ultime elezioni, si spera con altri volti. L'unico imperativo DEVE essere però un confronto su programmi, idee, misure. PUNTO. Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta? Addio Silvio. A mai più rivederci.
Balle spaziali
E così il satellite UARS, con buona pace di tutti, alla fine ha raggiunto il suolo del Canada alle 3,30 circa. Bruno Vespa ha dato fuoco al plastico del satellite, ospite onnipresente per le prossime 6500 puntate insieme alle possibili vittime dell'impatto. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha strappato il discorso da trasmettere a reti unificate con il quale avrebbe cercato di convincere gli spettatori che il satellite era comunista e precipitando avrebbe attentato alla democrazia del paese. Deluse anche Camorra, 'Ndrangheta e mafie varie che non hanno potuto aggiudicarsi gli appalti per costruire alberghi sul luogo dell'impatto, nuova meta turistica delle disgrazie altrui. Amareggiati anche i visitatori che avrebbero potuto fare ciao con la manina alle spalle dei cronisti affranti fra possibili macerie fumanti e godziliardi di vittime. Tutti arrabbiati col satellite? No qualcuno ha tirato un sospiro di sollievo, altri hanno spostato altrove le proprie speranze di disfarsi di tutta questa spazzatura, spaziale e non.
Mi (im)piego ma non mi spezzo
Restare senza lavoro non è una bella esperienza. E' vero, capita come molti altri eventi che compongono il corso esistenziale di ciascuno ed è l'unica, piccola, consolazione. Il primo impatto con il mondo dei diversamente occupati è il Centro Per l'Impiego, una sorta di santuario di Lourdes in cui i miracoli attesi hanno tutti lo stesso nome: contratto di lavoro.
Fanculo, Mario!
Mario era il mio datore di lavoro. "Era" perchè il 1° settembre ha deciso di consegnarmi la lettera di licenziamento per "soppressione del posto di lavoro". Mario, con quel fenomeno del genero ingegnere nonchè amministratore delegato, amava dire che "siamo (eravamo) una famiglia": ecco, è in questi casi che ringrazi di essere diventato orfano.
Sì perchè a parte la doccia fredda di una notizia repentina e inaspettata, Mario mi mancherà come la colicisti.
Fanculo, Mario. Reinventati questo.